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La guerra dei convogli e i relitti di Cala Gonone

Diving Golfo di Orosei

La guerra dei convogli

Durante la seconda guerra mondiale il Golfo di Orosei e tutta la costa est della Sardegna furono teatro della cosidetta guerra dei convogli, che coinvolse da una parte le forze italo tedesche che cercavano di mandare i rifornimenti con le navi nella costa libica e dall'altra le forze alleate, che impedivano che cio' avvenisse attaccando i convogli mercantili. Le forze inglesi in particolare, basavano l'offensiva con l'ausilio di unità aeree e sommergibili. Questi ultimi causarono, solo nel Golfo di Orosei, ben 6 affondamenti di navi dell'asse italo-tedesco. Il nostro tratto di costa si prestava ad essere sorvegliato in prossimità della scogliera grazie alla profondità dei suoi fondali. La maggior parte degli affondamenti fu eseguita dal sommergibile britannico Safari che pattugliava il mar Tirreno.

Safari Jolly Roger

Il terribile safari

Il sommergibile di "classe S" Safari aveva una stazza lorda di 1000 tonnellate. Era lungo 65 metri e largo 7 e poteva raggiungere la velocità in superficie di ben 14 nodi. Con i suoi 40 uomini di equipaggio aveva un'autonomia di 37 giorni e un raggio di azione di 3800 miglia nautiche ed era armato con 6 lancia-siluri e un cannoncino da 80mm. Il primo affondamento nel Golfo di Orosei attribuito al sommergibile inglese fu quello dell'Adda, piroscafo da carico colato a picco in prossimità di Capo Monte Santo. In quell'anno fu affondato anche il motoveliero Ausonia in navigazione verso Cagliari e silurato all'altezza di Punta Nera, a nord del Golfo di Orosei. Tra il 27 marzo ed il 14 aprile 1943 fu comandato dal comandante Bryant che provoco' l'affondamento del Nasello, a largo di Cala Luna e del San Francesco da Paola. Tra il 29 aprile ed il 14 di maggio dello stesso anno il Safari comandato dal tenente Lakin affondò il KT12, un trasporto armato tedesco, di fronte alla spiaggia di Osalla, nel tratto di costa tra Cala Gonone ed Orosei.

Artigianato Cala Gonone

L'affondamento del KT12

Di seguito riportiamo un estratto del diario di bordo del Safari la mattina del 10 giugno 1943. La nave militare KT12 costruita a Livorno era al suo primo viaggio

  • ore 11:55 - Avvistato un piccolo mercantile di 1200 tonnellate mentre doppia a notevole velocità Capo Comino diretto a sud e scortato da un E-Boat.
  • ore 12:19 - Lanciati 3 siluri da una distanza di 600 yards. Uno colpisce il centro della nave. Dopo il lancio come usuale, abbiamo evitato ulteriori azioni.
  • ore 12:26 - Quota periscopio. La sala motori e la poppa della nave bruciano furiosamente. Il carico sembra essere costituito da automezzi e fusti di petrolio. Rottami della barca a galla. Molte piccole deflagrazioni sulla superficie dell'acqua dino a 4 cables di distanza, nel mezzo si puo' vedere l'E-Boot che recupera sopravvissuti ricoperti d'olio.
  • ore 12:35 - Rimasti in posizione per 5 minuti. L'E-Boot si rivela essere una lancia di salvataggio grigia, non armata eccetto due mitragliatrici. Decidiamo di lasciarla al suo compito umanitario. Ci dirigiamo verso il largo per cercare dopo circa 5 miglia la batimetrica di 100 fathom
  • ore 12:40 - Fuori il periscopio con macchine a mezza forza. Immediatamente il battello di salvataggio inizia a mitragliare
  • ore 13:00 - La nave affonda nel punto 40.21 N e 09.45 E. Proseguiamo verso sud nel Golfo di Orosei.
Per giorni dopo l'affondamento il mare continuo' a restituire cadaveri dell'equipaggio del KT12. In tutto i sopravvissuti furono meno di 20, coperti d'olio e completamente ustionati. Dei tre siluri lanciati dal safari uno solo colpi' la nave. Gli altri si arenarono ad Osalla e furono fatti brillare settimane dopo.
I due spezzoni del KT12 giacciono su fondo sabbioso a 24 e 34 metri di profondità.

Archeologia Cala Gonone

L'affondamento del Nasello

Rispetto all'affondamento del KT12, quello del Nasello fu più brutale. Il Safari in quel periodo era comandato dal Comandante Bryant, non famoso certo per l'umanità dimostrata negli affondamenti da lui effettuati. Di seguito un estratto del diario di bordo durante il suo comando la mattina del 3 aprile 1943:

  • ore 04:00 - Ci siamo avvicinati alla parte settentrionale del Golfo di Orosei da E.N.E. ma non c'è nessuna imbarcazione in vista. Ogni tanto passa un aereo
  • ore 11:37 - Avvistata vicino a riva a nord, una piccola nave a vapore grigia che naviga lungo la costa in direzione sud. Ci avviciniamo per attaccare
  • ore 12:15 - La nave a vapore, difficile da vedere contro le falesie, sfortunatamente si dimostro' essere solamente un peschereccio adibito a dragamine di circa 350 tonnellate, armato con due mitragliere sul castello di prua e di altre sul ponte. Nonostante si trattasse di un bersaglio di poco valore, viaggiava a buoni 9 nodi e aveva l'aspetto complessivo di un grosso peschereccio ben costruito e trovammo una scusa per soddisfare il nostro naturale desiderio di affondarlo, decidendo che sarebbe stato molto utile al nemico nel caso avesse deciso una DUNKIRK da Tunisi. Una goletta fu avvistata all'orizzonte a E.N.E.
  • ore 12:29 - Emersione. Apriamo il fuoco con il cannone da 1200 yards. Il peschereccio non rispose al fuoco e cerco' di guadagnare la riva distante circa un miglio a sud di Gonone. Il primo colpo passò sopra, il secondo colpì la base della ciminiera, il terzo si blocco'. Sfortunatamente il nostro speciale Sansone dalle forti braccia, l'unico in grado di manovrare la culatta del nostro vecchissimo cannone, era stato messo fuori uso da una Dalida algerina, nemmeno armata di forbici. Il marinaio più forte che possiamo utilizzare non è ancora all'altezza del compito e durante la giornata dovremmo sopportare un po' dei soliti problemi con la culatta da 3 pollici. In qualche modo costringemmo il cannone a funzionare come doveva ed un certo numero di colpi andò a segno sulla linea di galleggiamento di poppa mentre l'equipaggio abbandonava la nave su due grandi zattere. I motori del peschereccio si erano fermati e fu' cosi' possibile bombardarlo a piacimento a circa 5 cables dalla riva. C'era mare grosso ed era difficile prendere la mira , percio' volendo essere certi che andasse a fondo, furono sparati in totale 54 colpi. Tutto cio' accadeva all'ora di pranzo mentre non si registrava nessun tipo di movimento a Gonone.
Il relitto, posato su un fianco a largo di Cala Luna, è adagiato a circa 25 metri di profondità

L'Ugo Bassi

Il piroscafo da carico Ugo Bassi, la cui posizione di affondamento era ipotizzata a Capo Monte Santo è stato ritrovato nel 2012 da un pescatore locale a largo di Cala Cartoe. Vi mostriamo il video girato all'interno di uno dei relitti più integri della Sardegna. Per chi volesse avere informazioni riguardo al diving a Cala Gonone vi invitiamo a contattare le attività seguendo questo link.

Il clima di Cala Gonone, mitigato dalla vicinanza del mare, è caratterizzato da inverni miti ed estati calde e asciutte.

Di conseguenza, complice anche la conformazione del territorio, si presta alle più svariate attività legate allo sport, attrazione principale che cattura migliaia di turisti ogni anno, seguito da artigianato e cucina locale.

Il vento caratteristico della zona è il Maestrale, che si manifesta con folate irregolari e direzione variabile, condizionata dalle gole delle montagne nelle quali si incanala per poi riflettersi da direzione sud-est.

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Non meno importanti, le attività turistiche, commerciali ed artigiane che rappresentano il cuore dell'economia di Cala Gonone e Dorgali

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